ARI Associazione Rurale Italiana
Membro del Coordinamento Europeo Via Campesina

Per un’agricoltura contadina socialmente giusta,
il rispetto delle risorse naturali, la biodiversità,
la produzione durevole per la sovranità alimentare

Il futuro della PAC : contadine e contadini difendono la loro visione nel Parlamento europeo
Bruxelles, 23 maggio 2018 – ECVC ed eurodeputati/e si sono riuniti oggi al parlamento europeo per difendere una PAC per le/i contadine/i e le/i cittadine/i. La conferenza sulla futura Politica Agricola Comune dell’UE ha riunito più di 130 contadine e contadini di diverse regioni europee che, con dei rappresentanti delle istituzioni dell’UE e delle organizzazioni della società civile, hanno abbordato questioni fra le più sensibili e più controverse concernenti la riforma attuale della PAC.
Come il nostro sistema agricolo e alimentare può rispondere alle sfide attuali? Unicamente in termini di risoluzione delle sfide ambientali – I relatori di ECVC hanno illustrato la risposta alla domanda che ha dato il via all’evento – l’agricoltura contadina può portare un eccellente contributo sostenendo una agro-biodiversità unica ed un assieme di specie animali e vegetali selvatiche. Inoltre essa può raffreddare il pianeta perché, da una parte dipende meno da sostanze che per la loro produzione necessitano di enormi costi energetici e, dall’altra, non si basa su un consumo delocalizzato che comporta enormi emissioni di gas serra.
L’agricoltura contadina contribuisce anche alla sostenibilità del modello di produzione, alla maggior sicurezza nella catena alimentare, alla stimolazione dell’economia ed alla coesione sociale e territoriale nell’UE. In questo senso, José Miguel Pacheco – comitato di coordinamento di ECVC – ha sottolineato il fatto che “dato che il valore aggiunto generato dalla loro attività non viene esportato verso altri territori, i contadini sono il motore dell’economia locale. Al contrario, l’agricoltura industriale importa una gran parte dei fattori di produzione e, spesso, della manodopera, ricorrendo a grandi agenzie di lavoro temporaneo, esportando così il valore aggiunto prodotto sul territorio. Non possiamo non vedere questo : rafforzare l’agricoltura contadina è un mezzo essenziale per la coesione sociale e territoriale in Europa”
ECVC ha affermato la propria soddisfazione per la proposta della Commissione di limitare l’aiuto finanziario a 60.000 euro per azienda ma ha aggiunto che bisognerebbe tener conto degli agricoltori attivi che vi lavorano e delle condizioni economiche e sociali dei lavoratori assunti (e dei giornalieri).
D’altra parte, i tagli nel settore agricolo nel nuovo bilancio europeo sono stati considerati una battuta d’arresto. Tenendo conto del fatto che la previsione d’infazione annuale della Commissione Europea è del 2%, la riduzione prevista per il settore agricolo sarebbe in effetti equivalente al 17%. Una PAC ambiziosa e la transizione del sistema agricolo necessitano di un finanziamento solido.
Collegando la lotta per una PAC giusta con quella contro gli accordi di libero-scambio (ALE), Andoni Garcia del comitato di coordinamento ECVC, ha insistito sulla “necessità di politiche pubbliche basate sulla sovranità alimentare per promuovere e difendere un modello agricolo e alimentare sano e sostenibile. Cosa implica ciò? La regolazione pubblica dei mercati, il controllo della produzione e la distribuzione della produzione fra numerosi agricoltori. Ma, oggi, tutto ciò è messo in pericolo dagli accordi dell’OMC e dagli ALE quali Mercosur-UE, CETA e JEFTA, che incitano alla deregolamentazione dei mercati e distruggono i sistemi agricoli ed alimentari sostenibili. ”
A sua volta, spiegando le conseguenze della PAC sulle giovani contadine e sui contadini, Elisabeth Fresen, giovane contadina membro del consiglio nazionale di AbL (Germania), ha ricordato che “se meno dell’1% dei pagamenti della PAC sono destinati ai giovani, la causa risiede nel sistema di distribuzione ingiusto dell’aiuto ad ettaro che favorisce le grandi aziende ed i più deboli benefici sociali. Molti giovani vogliono stabilirsi in una struttura modesta e, anche per questo, hanno bisogno di un aiuto adatto alla realizzazione del loro progetto di produzione alimentare locale e sostenibile”.
Nei loro interventi finali, i delegati di ECVC hanno manifestato la loro profonda visione critica delle politiche dell’UE attualmente in vigore. “Sarà difficile, se non impossibile, raggiungere gli obiettivi della PAC che la Commissione ha elaborato se essa continua con l’attuale politica. Questa, porta ad un abbassamento dei prezzi, ad una più grande instabilità, a crisi più rapide, frequenti e più gravi nel futuro e ad una riduzione del sostegno finanziario della PAC, o ad una eliminazione della distribuzione dell’aiuto a sistemi agricoli ed alimentari sani e sostenibili. Questi fattori mettono in dubbio le proposte della Commissione europea” ha concluso Geneviève Savigny del gruppo PAC di ECVC.
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