Appello degli apicoltori

APPELLO AGLI IMPRENDITORI AGRICOLI

Coloro che vivono in campagna e vivono di questa conoscono la gravissima crisi dell’apicoltura italiana e mondiale. Il problema è quello della morte delle api. Non si tratta di una situazione che si è verificata solo in questa stagione. E’ da qualche anno che si assiste ad una sempre maggiore scomparsa delle api. Uno dei motivi della moria delle api è il sempre più diffuso utilizzo di insetticidi sistemici che trasformano le piante, cresciute da sementi conciate o irrorate con questi principi attivi, in fonte duratura di morte per tutti gli insetti. E’ importante sapere che questi insetticidi uccidono non solo le api ma anche tutti gli insetti impollinatori che visitano i fiori. Uccidono in pratica tutta l’entomofauna utile che viene a contatto con questi agrofarmaci quando vengono spruzzati nell’ambiente oppure, essendo sistemici ed avvelenando la pianta, quando raccolgono il nettare e il polline dai fiori delle piante trattate. I residui di questi insetticidi, utilizzati per la concia delle sementi, si disperdono nell’ambiente anche al momento della semina contaminando la rugiada del mattino, l’acqua delle pozzanghere e dei fossi che le api, ma non solo, possono poi bere. Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali (in accordo con il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali) ha emesso un provvedimento di sospensione cautelativa dei principi attivi (Clothianidin, Thiamethoxam, Imidacloprid e Fipronil) usati nella concia delle sementi. Tralasciando un attimo le normative di sospensione approvate cerchiamo di analizzare la situazione che si sta verificando. Le piante che hanno bisogno degli insetti per essere impollinate sono la grandissima maggioranza. Senza l’impollinazione non si avranno i frutti. Piano piano potremo dire addio alla nostra frutta e ai nostri prodotti dell’orto.

Siamo tutti coinvolti in questa dura battaglia. Anche gli allevatori potranno subire danni consistenti. Le piante spontanee che coprono i pascoli e che caratterizzano molti prodotti tipici, dop e dopg hanno anche loro bisogno degli insetti per riprodursi, così come il trifoglio, l’erba medica, la lupinella… Niente insetti, niente frutti e niente semi.

Per questa ragione chiediamo agli imprenditori agricoli che dovessero avere in magazzino scorte di sementi conciate con queste molecole ora sospese di non utilizzarle.

Siamo tutti coinvolti!

Per informazioni: Aspromiele: 0131250368

oppure www.mieliditalia.it

Alessandria, 30 Marzo 2009

Andrea Raffinetti – ARI – Aspromiele