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    “Noi nutriamo i nostri popoli e costruiamo il movimento per cambiare il mondo!” Il movimento internazionale contadino si dà appuntamento per la sua VII Conferenza

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    *** Comunicato Stampa (Harare, 24 maggio 2017)

    “Noi nutriamo i nostri popoli e costruiamo il movimento per cambiare il mondo!”.

    Questo è il grido che lanceranno centinaia di delegati de La Via Campesina, il movimento internazionale contadino, nei Paesi Baschi dal 16 al 24 luglio prossimo per celebrare la loro VII Conferenza. La Conferenza internazionale de La Via Campesina (LVC), che ha luogo ogni quattro anni, è la più elevata autorità decisionale. Riunisce rappresentanti delle sue organizzazioni membri: contadini, piccoli e medi produttori, persone senza terra, popoli indigeni, migranti e lavoratori agricoli del mondo intero.

    Rappresentando collettivamente più di 200 milioni di persone, i delegati decideranno delle strategie comuni e organizzeranno dei dibattiti interni per il movimento internazionale in piena crescita. Nel corso di una settimana a Derio, Paesi Baschi, i partecipanti affronteranno tanto le esperienze locali che i processi internazionali come la dichiarazione dei diritti dei contadini e degli altri lavoratori nelle zone rurali o i negoziati per uno strumento internazionale giuridicamente vincolante contro gli abusi da parte delle multinazionali all’interno del Consiglio dei diritti dell’uomo dell’ONU. Anche le diverse regioni de LVC presenteranno le loro lotte, come quella della regione europea presso le istituzioni dell’Unione Europea per una nuova Politica Agricola Comune e una riforma per combattere la concentrazione delle terre; quella dell’Africa per la sovranità sulle proprie sementi; quella dell’America Latina per una riforma agraria popolare e contro gli interessi delle multinazionali; quella delle regioni asiatiche contro gli accordi di libero scambio (ALE), gli OGM e la sfida che alcuni paesi devono affrontare in rapporto all’innalzamento del livello dei mari a causa del cambiamento climatico. Particolare attenzione sarà accordata ad argomenti quali: l’impatto degli ALE sulla Sovranità Alimentare, la stretta dell’industria e la brevettazione delle sementi, la criminalizzazione del movimento e l’assassinio dei suoi dirigenti, le soluzioni proposte dai contadini ai cambiamenti climatici e l’agroecologia come pratica della sovranità alimentare nei nostri territori. Ci saranno eventi aperti al pubblico, specialmente il 19 luglio a Derio (per l’apertura della Conferenza) e il 23 luglio con una marcia da Derio a Plaza Nueva di Bilbao, dove avrà luogo un evento politico pubblico. In un momento in cui, da una parte, la questione della provenienza e della qualità degli alimenti riprende importanza presso l’opinione pubblica, ma in cui, dall’altra parte, si intensificano gli abusi su scala mondiale contro le comunità contadine, le conclusioni di questa conferenza promettono di costituire un progresso significativo nella lotta per la sovranità alimentare.

    Esse rinforzeranno il lavoro realizzato nelle comunità rurali nel mondo. Per maggiori informazioni sulla VII Conferenza de La Via Campesina, aprire questo link (inglese).

    Contatti:

     Alazne Intxauspe: +34 667576740 | alaznentzat@gmail.com (ES, EUK)

     Viviana Rojas Flores: +34 6616 41838 | +593 9952 13177 |viviana.rojas@viacampesina.org (ES, PT)

     Andres Arce: +34 6616 41528 | +32 4895 52297 | andres@eurovia.org (EN, FR, ES)

    *** Nel corso degli ultimo 24 anni, La Via Campesina ha tenuto 6 conferenze internazionali. La prima in Belgio nel 1993, una seconda in Messico nel 1996, una terza in India nel 2000, una quarta in Brasile nel 2004, una quinta in Mozambico nel 2008 e una sesta in Indonesia nel 2013. Tutte queste conferenze hanno contribuito a far avanzare il movimento e hanno permesso di creare unità intorno a un progetto di solidarietà tra contadini del nord e del sud, di tutti i continenti. L’obiettivo è di rinforzare il movimento contadino su scala mondiale nella ricerca della giustizia e la dignità nel mondo rurale.

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  • COMUNICATO STAMPA Roma, 23 maggio 2017

    Il Futuro della biodiversità è al sicuro solo nelle mani dei contadini

    Pochi giorni fa il permafrost che avvolgeva il caveau che contiene la più grande collezione di sementi per l’alimentazione globale, si è sciolto provocando il movimento di una grande quantità di acqua.

    Fortunatamente, l’acqua si è ghiacciata prima di raggiungere la stanza in cui sono conservate le sementi, evitando il disastro.

    Il caveau si trova nelle Isole Svalbard in Norvegia, in cui l’organizzazione internazionale Crop Trust – finanziata dalle più grandi aziende produttrici di sementi come Bayer e Syngenta2 – e il Governo Norvegese hanno scavato dentro il permafrost e ha collocato una camera blindata per tenere al sicuro le sementi. Nonostante questo ergersi come eroi moderni per la salvezza delle generazioni future, lo scioglimento dei ghiacciai dovuto al cambiamento climatico non perdona nessuno, nemmeno le
    tecnologie più avanzate.

    Un’apocalisse sfiorata che mostra la fragilità dell’attuale sistema di conservazione della biodiversità agricola. La realtà afferma che il posto più sicuro è nelle mani dei contadini: ancora oggi più del 70% del cibo prodotto a livello globale arriva proprio dall’agricoltura contadina, grazie alla biodiversità che essi hanno adattato ai diversi ambienti naturali nel corso della storia. Roberto Schellino, contadino membro di ARI, commenta che “mantenere la varietà delle sementi nelle mani dei contadini è il modo più sicuro per conservare la biodiversità agricola. Per raggiungere questo scopo è necessario assicurare il riconoscimento dei diritti collettivi contadini, come garanzia a sostegno delle pratiche in difesa della biodiversità agricola.

    Per questo motivo Centro Internazionale Crocevia e l’Associazione Rurale Italiana, restano convinti che questo sia l’unico modo per conservare la varietà della nostra alimentazione e la sostenibilità dell’agricoltura per le nostre e future generazioni.

    Per info e contatti:
    Roberto Schellino (ARI): salerin@libero.it
    Stefano Mori (Crocevia): s.mori@croceviaterra.it

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    “Questo processo ha reso il nostro movimento più forte che mai. Dopo 16 anni di impegno e dedizione, nel mondo intero, la speranza delle nostre comunità per questa Dichiarazione continua a crescere, attendendo che le nostre richieste vengano riconosciute nelle negoziazioni intergovernative.” Henry Saragih (La Via Campesina), alla chiusura del gruppo di lavoro.

    Tutta la scorsa settimana, circa 70 delegati provenienti da tutti i continenti de La Via Campesina, pescatori, allevatori, lavoratori rurali, popoli autoctoni, insieme ad altri movimenti sociali e organizzazioni non governative, hanno partecipato alle discussioni con alcuni rappresentanti degli Stati e delle Nazioni Unite nelle negoziazioni sulla Dichiarazione sui diritti dei contadini e degli altri lavoratori rurali. Le raccomandazioni e conclusioni presentate dal Presidente dell’Assemblea, la signora Nardi Suxo, Ambasciatrice di Bolivia, alla conclusione della 4° sessione del Gruppo Intergovernativo a composizione aperta, ha messo l’accento sull’avanzamento delle negoziazioni e sulla necessità di finalizzare il progetto in una prossima 5° sessione di questo Gruppo di lavoro intergovernativo a composizione aperta.
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    La Via Campesina con FIAN e CETIM (Centro Europa – Terzo Mondo) e altri solidi alleati hanno approfondito l’impegno tra governi, le organizzazioni e le diverse agenzie dell’ONU per la protezione e la promozione dei diritti dei contadini e dei lavoratori rurali. Con queste ultime negoziazioni, La Via Campesina ha rinforzato la sua determinazione a vedere questa dichiarazione adottata prima possibile. Il mondo ha bisogno di questa Dichiarazione, per mettere fine alla povertà e alla fame, per rendere la terra sicura dal punto di vista ambientale per le prossime generazioni e per un sistema alimentare equo.

    Non dimentichiamo la crisi alimentare del 2007-2008, quando gli Stati partecipanti al meccanismo dell’ONU hanno promesso di non ripetere l’errore di abbandonare le loro responsabilità alle grandi entità commerciali. Infatti, è stabilito nello studio finale presentato dal Comitato consultivo del Consiglio dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite (A/HRC/19/75) che gli Stati dovrebbero riconoscere i diritti dei contadini e
    degli altri lavoratori rurali rivolgendosi direttamente a coloro che mettono i mezzi agroecologici, equi e sostenibili di sussistenza. La Dichiarazione delle Nazioni Unite proposta sui diritti dei contadini e degli altri lavoratori rurali, discussa in questa quarta sessione del Gruppo Intergovernativo a composizione aperta, è il frutto degli sforzi compiuti da molti anni da parte de La Via Campesina, FIAN e CETIM con gli Stati membri e altre Organizzazioni della Società Civile. Affermare il diritto dei contadini e degli altri lavoratori nelle zone rurali in questa Dichiarazione costituisce un impegno a lottare contro la discriminazione nei confronti dei contadini e delle popolazioni rurali. Per quel che concerne gli SDG*, questo riconoscimento costituisce un elemento fondamentale per mettere fine alla fame e alla povertà e per sviluppare una vita rurale più equa per il bene di tutti.
    Mentre alcuni Stati si oppongono all’istituzione di nuovi diritti in questa dichiarazione, gli articoli chiave del testo sono ben compresi e fortemente difesi dai titolari di questi stessi diritti come fondamentali per la promozione e la protezione dei loro diritti.

    Abbiamo urgente bisogno di una Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei contadini e degli altri lavoratori rurali. Non c’è giustificazione per rimandare questo importante appuntamento con il riconoscimento dei diritti, il recupero degli obblighi degli Stati e di una vita equa come di norme internazionali fondamentali. Il Consiglio dei diritti dell’uomo dell’ONU deve prendersi la responsabilità di adottare il testo alla prossima sessione del Consiglio.
    Nel frattempo, La Via Campesina intensifica i dialoghi con i membri dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite così come con le istituzioni internazionali dei diritti dell’uomo nei diversi Stati.
    Abbiamo bisogno della Dichiarazione dei diritti dei contadina ora!
    Portavoce su questo argomento:
     Henry Saragih (Coordinamento Internazionale La Via Campesina): hsaragih@spi.or.id
     Geneviève Savigny (Coordinamento Europeo Via Campesina): genevieve.savigny@wanadoo.fr
     Sandra Moreno Cadena (Sindacato Andaluso delle Lavoratrici e Lavoratori della Terra):
    smorena@gmx.net
     Ikhwan Mohamed (Personale di sostegno ai processi della Dichiarazione dei diritti dei contadini per
    La Via Campesina): m.ikhwan@spi.or.id
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    *Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals)
    **I membri de La Via Campesina di ogni parte del mondo hanno fatto parte del gruppo di lavoro dell’ONU per negoziare una Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei contadini e degli altri lavoratori rurali. La Via Campesina ha difeso gli articoli chiave nelle dichiarazione. Tra le altre cose, gli articoli vertono sugli obblighi generali dello Stato sul diritto alla terra, il diritto alla semina, il diritto alla sovranità alimentare, i diritti delle donne rurali, il diritto alla diversità biologica, il diritto a un reddito dignitoso e ai mezzi di produzione, l’accesso alla giustizia, il diritto alle risorse naturali e i diritti delle conoscenze tradizionali. La Via Campesina ha avanzato degli articoli chiave con più interventi dei suoi membri riguardo il modo con cui questo testo contribuirebbe e dovrebbe essere applicato nello sviluppo dei diritti dei contadini e degli altri lavoratori nelle zone rurali.

  • Nuovi OGM: ECVC denuncia le bugie diffuse dalle industrie sementiere

    Bruxelles, 29 marzo 2017

    Mozione adottata dall’Assemblea Generale del Coordinamento Europeo de La Via Campesina (ECVC), riunitasi a Roma il 23 e 24 marzo.

    Le industrie sementiere stanno cercando di diffondere notizie positive sui cosiddetti “nuovi OGM”. I loro obbiettivi principali sono due:

    • Rendere indisponibili tutte le informazioni riguardo la presenza di OGM ai contadini e ai consumatori, in modo da obbligarli a coltivarli, crescerli e mangiarli contro la loro volontà.
    • Legalizzare la biopirateria attraverso il brevetto di questi OGM nascosti, i quali potrebbero coprire anche le varietà di animali e sementi selezionati dai contadini tradizionalmente.

    L’industria sta diffondendo la notizia che questi animali e queste sementi create attraverso le “nuove tecniche di miglioramento varietale”, chiamate New Breeding Techniques (o NBTs), non sono OGM. Loro stanno creando confusione, cercando di intrufolarsi nelle debolezze del regolamento europeo, il quale, all’epoca in cui venne scritto nel 1990, non era capace di considerare tecniche che ancora non esistevano.

    Per raggiungere questo scopo, l’industria si aggrappa all’eccezione che escluderebbe la mutagenesi (una delle nuove tecniche OGM) dall’applicazione del regolamento europeo. Dal 1990, questa eccezione è applicata agli OGM non brevettabili derivanti dalla mutagenesi chimica o dalle radiazioni di piante intere o sementi. Ma in seguito alla ratifica del Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza[1] nel 2003, il regolamento non dovrebbe più essere applicato agli OGM brevettati derivanti da mutagenesi o altre New Breeding Techniques, che siano in vitro, in laboratorio, o su cellule di piante o animali.

    La Commissione Europea ha formato un comitato di esperti che, sotto controversie “scientifiche” incomprensibili, hanno il ruolo di soffocare il dibattito legale sui diritti dei contadini e dei consumatori a rifiutare gli OGM. La Commissione Europea userà le conclusioni di questo comitato per organizzare un dibattito pubblico sui “nuovi” OGM nel 2017.

    Mentre il Protocollo di Cartagena e il Codex Alimentarius dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) definiscono i prodotti che derivano dalle New Breeding Techniques come OGM, la Commissione Europea sta cercando di creare l’illusione di un’approvazione pubblica per superarli.

    L’Assemblea Generale di ECVC, riunitasi a Roma il 23 e il 24 marzo 2017, ha quindi deciso di prendere posizione contro queste bugie delle industrie, e a favore invece della stretta applicazione del regolamento OGM a tutte le piante, gli animali e i micro-organismi prodotti dalle modificazioni genetiche in vitro.

    [1] Il Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza è un protocollo della Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD), che ha come obiettivo la protezione della biodiversità dai rischi derivanti dal trasferimento, dalla manipolazione e dall’uso degli organismi geneticamente modificati ottenuti dalle moderne tecniche di biotecnologia.

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  • Firma anche tu per rafforzare i diritti dei contadini!!

     

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    Il dibattito sulla PAC-post 2020 è iniziato; il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Junker, ha riconosciuto l’importanza di una politica agricola europea, il Commissario per l’agricoltura Phil Hogan ha annunciato una riforma sotto il segno della « modernizzazione e della semplificazione » ed il prossimo lancio di una vasta consultazione pubblica.

    Oggi, il Coordinamento Europeo Via Campesina presenta le basi del suo impegno nel dibattito per la futura PAC, perché sia messa in atto una Politica agricola e alimentare che risponda veramente ai bisogni dei popoli europei e che mostri un viso dell’Europa umano e responsabile.

    Vogliamo un’agricoltura per Vivere !

    Vogliamo una politica agricola e alimentare a servizio dei bisogni dei popoli !

    La Politica Agricola comune è stata ideata all’inizio degli anni 1960 per garantire la sicurezza alimentare delle popolazioni europee assicurando agli agricoltori prezzi e rendite decenti mantenendo i prezzi ragionevoli per i consumatori, grazie a procedure di intervento sui mercati delle derrate agricole.

    Nel corso delle riforme, la PAC ha abbandonato la funzione alimentare per adattarsi alla – e favorire la – globalizzazione economica. Essa si riassume oggi in una distribuzione iniqua di sovvenzioni legate alle superfici per compensare prezzi sconessi dai costi di produzione. Sono sparite numerose aziende. Le misure ambientali non incidono sulla diminuzione dell’uso di pesticidi e la biodiversità viene erosa.

    Frattanto, l’alimentazione industriale si è sviluppata con il suo carico di problemi legati alla salute, il consumatore spesso non ha più la possibilità di scegliere la propria alimentazione e milioni di persone povere oggi in Europa non hanno accesso ad un’alimentazione sana e sufficiente.

    Occorre un’altra PAC basata sui diritti umani e fondata sui bisogni delle popolazioni di oggi e delle prossime generazioni.

    Ecco 13 punti chiave per cambiare la PAC :

    • L’obiettivo prioritario della PAC è assicurare la sicurezza e la sovranità alimentare delle popolazioni europee, sviluppando la sovranità alimentare a livello territoriale.

    • Contadini numerosi, in tutti i territori europei permetteranno di assicurare una produzione alimentare in quantità ed in qualità.

    • Tutti i produttori devono avere la possibilità e devono impegnarsi in percorsi verso una produzione più sana ed ecologica ed i sostegni pubblici devono permettere a tutti questa transizione.

    • Per assicurare durevolmente il loro mestiere, produttori e produttrici hanno diritto ad un reddito sufficiente, basato anzitutto su prezzi giusti (che permettano alla maggioranza delle aziende di vivere senza aiuto, al netto delle necessità per investimento e per la transizione).

    • Gli strumenti di regolazione pubblica dei mercati e delle produzioni, come le quote o altro, devono poter essere utilizzati in maniera pragmatica per regolare offerta e domanda.

    • I trattati del così detto « libero-scambio » già firmati devono essere riesaminati. Devono essere messi in moratoria i trattati di libero commercio in via di ratifica o di negoziato.

    • Favorire lo sviluppo di mercati locali e regionali solidi, aperti a tutti i produttori e con l’adozione di norme adatte ai piccoli volumi ed effettivi ridotti. Favorire la fornitura locale per le mense pubbliche e la ristorazione collettiva.

    • Strumenti di assicurazione mutua, per tutti i produttori, devono poter coprire rischi climatici o sanitari.

    • I sostegni pubblici devono essere dedicati ai beni pubblici: impiego, mantenimento dell’agricoltura contadina in zone sfavorite, insediamento di nuovi agricoltori, alimentazione di qualità, protezione della biodiversità, dell’acqua, del clima.

    • L’UE deve sviluppare una politica attiva di insediamento di agricoltori-trici e di allevatori e allevatrici per il rinnovo generazionale e la vitalità dei territori rurali.

    • I sostegni pubblici sono condizionati al rispetto dei diritti delle persone, dell’amboente, del benessere degli animali. La condizionalità sociale dell’aiuto deve essere fondata sul rispetto del lavoro e dei diritti sociali dei lavoratori salariati rurali, il reddito equo e la non discriminazione dei lavoratori migranti temporanei e delle loro famiglie. Nessun sostegno per l’agricoltura industriale

    • Ampliare il ruolo dei cittadini nelle politiche agricole ed alimentari a livello locale (sotto forma di consigli alimentari locali), nazionale ed europeo.

    • L’innovazione deve essere estesa e considerata come una chiave per il mantenimento dell’agricoltura contadina e lo sviluppo dell’agricoltura familiare, per costruire un modello di produzione agricola ed alimentare socialmente giusta, durevole e sana. Pertanto, i fondi di ricerca dovranno essere orientati verso questi modelli innovativi per l’agricoltura familiare di piccola scala.

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    Roma – 25 marzo 2017: APPELLO ALLA MOBILITAZIONE

    Una alimentazione sana e di qualità, un lavoro decente, una politica agricola giusta e sostenibile in una
    Europa dei Popoli e della Solidarietà

    Invitiamo le organizzazioni membri del Coordinamento Europeo Via Campesina (ECVC), i gruppi di alleati, i cittadini e tutto il movimento contadino e per la sovranità alimentare in Europa a prendere parte alla mobilitazione del 25 Marzo – 60 anni dopo la firma del Trattato di Roma – per un’ Europa diversa, un’ Europa che si prenda cura della sua popolazione e non protegga gli interessi delle imprese, per una politica agricola che si traduca in alimenti qualità, a salari dignitosi per i produttori, a un lavoro dignitoso e che protegga l’ambiente.

    Gli obiettivi del Trattato di Roma e della Politica Agricola Comune (PAC) non sono che vuote promesse dopo 60 anni.

    Al loro posto abbiamo assistito ad una serie di misure attuate dalle istituzioni europee e soddisfacenti solo per un’agenda commerciale dettata dagli interessi delle grandi imprese.

    Malgrado la loro inclusione nel testo fondatore del 1957, gli obiettivi quali assicurare una vita appropriata alla popolazione agricola, la stabilizzazione dei mercati e la garanzia di approvvigionamento alimentare in derrate alimentari europee a prezzi accessibili a tutti i consumatori, sono stati ignorati in larga misura nelle politiche agricole negli ultimi decenni.

    Dato il debito residuo dovuto al mondo contadino, alle zone rurali dell’UE e al resto del popolazione europea, il Coordinamento Europeo Via Campesina, insieme ad un’ampia coalizione di associazioni della società civile – attraverso l’impegno manifestato dal nostro membro italiano e ospite della riunione, ARI (Associazione Rurale Italiana), il cui lavoro ha permesso un’apertura della piattaforma ECVC a una vasta gamma di movimenti e organizzazioni sociali in Italia – organizzerà una serie di azioni per recuperare gli obiettivi iniziali di sicurezza alimentare di questo accordo e, allo stesso tempo, respingere la dimensione produttivistica che, attualmente, è emersa.

    Al suo posto noi vogliamo l’integrazione di una visione adatta alle sfide attuali della nostra società, come quelle relative alla salute pubblica, all’ambiente e alla giustizia sociale.

    ARI STA ORGANIZZANDO CON ECVC UNA MOBILITAZIONE COORDINATA E UN TRASPORTO COLLETTIVO VERSO ROMA PER IL 25, SE SIETE INTERESSATI CONTATTATECI A info@assorurale.it

    Tutti e tutte insieme questo 25 MARZO per una PAC al servizio dei Popoli!

    60 anni di politiche distruttive sono abbastanza!

    Per la Terra, il lavoro, la salute e la dignità!

  • L’Assemblea Nazionale Annuale di ARI Associazione Rurale Italiana, tenutasi il 29 gennaio a Reggio Emilia presso l’azienda agricola Filippini, su invito del suo presidente Fabrizio Garbarino – e con plenaria approvazione – ha deciso di solidarizzare nei confronti di Cédric Herrou, il contadino francese della Val Roja sotto processo per aver ospitato, sostenuto e accompagnato dall’Italia alla Francia, nell’ultimo anno, oltre 300 migranti privi di documenti, trasgredendo alle leggi francesi, ma obbedendo con il suo comportamento a valori più alti: la solidarietà e l’umanità.

    In questa Europa in cui le uniche a cose a viaggiare indisturbate sono le merci e i capitali, le persone stanno subendo delle discriminazioni gigantesche che noi contadini di ARI, membri del Coordinamento Europeo Via Campesina, non possiamo più tollerare.

    Nessuno è illegale e chi aiuta le persone a vivere una vita migliore non deve essere perseguito dalla legge, ma deve essere premiato per il suo apporto umanitario.

    Cosi come i marinai hanno il dovere di salvare le persone disperse in mare, così noi contadini abbiamo il diritto di fare lo stesso sulla terra.

    In questo l’Europa e le sue istituzioni, che possono fregiarsi addirittura di un recente “Nobel per la Pace”, devono imparare dal nostro collega  Cédric Herrou e da tutte le persone che a vario titolo si prendono cura dei più deboli e dei più poveri.

    Con Cédric Herrou e con tutte queste persone, noi contadini e contadine di ARI solidarizziamo profondamente e perciò diciamo:

    Basta” alla criminalizzazione delle migrazioni e dei migranti

    Basta” con la persecuzione delle persone che operano per un’ umanità migliore.

    Colà di Lazise, 01 02 2017

    Contatti: info@assorurale.it + 39 347 156 46 05

    L’assemblée générale annuelle de l’A.R.I. qui à eu lieu Dimanche 29 Janvier à Reggio Emilia auprès de la ferme de la famille Filippini apporte (sur invitation de Fabrizio Garbarino son président et avec l’accord de tous les participants), son soutien à Cédric Herrou, le paysan Français de la Val Roja en procès pour avoir accueilli et accompagné de l’Italie à la France plus de 300 émigrants sans papiers en transgressant les lois Française mais agissant au nom de valeurs bien plus importantes que sont la Solidarité et l’Humanité.

    Dans cette Europe où seul le commerce et le capitale semblent être la priorité, et où les personnes subissent de grosses discriminations, nous paysans de l’A.R.I., membres de la Coordination Européenne Via Campesina, ne pouvons plus accepter cet état des faits.

    Personnes n’est illégal. Qui soutient et aide les personnes à vivre une vie meilleure et digne ne doit pas etre poursuivit par la loi mais au contraire félicité pour son courage et son support humanitaire.

    Autant les marins ont le devoir de sauver des vie en dangé sur la mer, autant les paysans ont le droit de faire la meme chose sur terre.

    Dans ce cas, l’Union Européenne et ses institutions qui sont décorées d’un récent “Nobel pour la Paix”, devraint être en mesure de comprendre et de s’instruire de notre collègue Cédric Herrou et de toute les personnes de la Val Roja qui prennent soin des plus faibles et des plus pauvres.

    Ensemble avec Cédric Herrou et avec toute ces personnes, nous paysans de l’A.R.I. sommes entièrement solidaires et disons :

    STOP à la criminalisation des migrants et de la migration.

    STOP aux persécutions de personnes qui agissent pour une meilleure humanité.

    Colà di Lazise, 01 02 2017

    Contacts: info@assorurale.it + 39 347 156 46 05

  • BASTA SCHIAVITÙ. TERRA, LAVORO, SALUTE E DIGNITÀ.

    29 GENNAIO 2017, ASSEMBLEA NAZIONALE di ARI Associazione Rurale Italiana

    Il 29 gennaio 2017 si è tenuta l’assemblea nazionale di ARI presso l’azienda agricola Filippini a Reggio Emilia, consolidando così la cooperazione con i Rurali Reggiani, che da anni sono federati all’Associazione Rurale Italiana e svolgono con successo un’importante azione territoriale di costruzione di alternative, sostenendo chi vuole continuare a vivere lavorando con la terra.

    L’Associazione Rurale Italiana ha colto l’occasione per organizzare, nel giorno di sabato 28, un importante momento di dibattito e confronto sulla Politica Agricola Comunitaria (PAC) e sulle sue implicazioni sull’agricoltura contadina in Italia. Importante e originale il contributo fornito dall’organizzazione sindacale – USB – impegnata a costruire convergenze tra braccianti e contadini.

    Come emerso dall’analisi e dal dibattito svoltosi in sala, la PAC in questi anni ha contribuito alla distruzione sistematica dell’agricoltura contadina proprio per aver abdicato all’articolo 33 dell’atto della ratifica dei Trattati di Roma che 60 anni fa l’hanno istituita e che recita:

    1. Le finalità della politica agricola comune sono: a) incrementare la produttività dell’agricoltura, sviluppando il progresso tecnico, assicurando lo sviluppo razionale della produzione agricola come pure un impiego migliore dei fattori di produzione, in particolare della manodopera; b) assicurare così un tenore di vita equo alla popolazione agricola, grazie in particolare al miglioramento del reddito individuale di coloro che lavorano nell’agricoltura; c) stabilizzare i mercati; d) garantire la sicurezza degli approvvigionamenti; e) assicurare prezzi ragionevoli nelle consegne ai consumatori.”

    Proprio per ribadire un impegno forte nella battaglia per un cambio radicale nella PAC e, più in generale, delle politiche della UE, il Coordinamento Europeo Via Campesina (ECVC) ha convocato a Roma la sua Assemblea Generale nella settimana del 21-25 marzo, giorni delle celebrazioni ufficiali per i 60 anni del Trattato di Roma.

    Sarà presente a Roma una folta delegazione di contadini e contadine provenienti da ogni parte dell’Unione Europea, dalla Svizzera e dall’Inghilterra, in modo da poter manifestare insieme a sostegno di una politica europea che metta le persone prima del mercato.

    La PAC, attraverso le sue riforme negoziate con chi rappresenta il libero mercato, l’agrobusiness ed un modello di agricoltura che fa pagare il prezzo delle sue crisi ai contadini, ai braccianti ed ai consumatori, in particolari quelli che, con la povertà in aumento, sempre meno possono permettersi un cibo sano, salutare e di qualità, sta per essere nuovamente ridiscussa tra gli stessi potentati. La PAC non è una questione agricola ma una questione dell’intera società”, ricorda Fabrizio Garbarino, allevatore di capre e presidente di ARI.

    I trattati internazionali di libero scambio come il CETA e il TTIP daranno il colpo di grazia alle aspettative dei cittadini europei che in un recente sondaggio hanno ribadito la volontà che l’Unione Europea sostenga e l’agricoltura contadina1 e di prossimità che possa fornire cibi sani.

    E proprio per poter far valere l’opinione dei cittadini dell’Unione Europea nell’appello chiamato “Europa, marzo 1957-2017. Un cibo sano e di qualità, un lavoro degno, una politica agricola giusta e sostenibile in una Europa dei popoli e della solidarietà. Terra, lavoro, salute e dignità”2,

    abbiamo chiamato a raccolta tutte le realtà sociali italiane del mondo agricolo, ma anche degli altri ambiti sociali, ad aderire perché i politici, i funzionari, gli amministratori e non ultime le associazioni di categoria cambino il loro senso di marcia e smettano di far finanziare l’agricoltura che distrugge, sfrutta le persone e inquina.

    C’è bisogno dell’agricoltura contadina per ridare dignità, reddito, lavoro vero, lavoro sano a chi opera in campagna: siano essi braccianti, salariati e contadini. Per ridare ai cittadini europei alimenti sani a prezzi sostenibili. “Noi vogliamo lavorare per fornire un cibo di qualità a quella parte della popolazione che a causa dei bassi redditi deve far sempre più ricorso cibo spazzatura. Non ci interessa produrre per una piccola élite che ha soldi da spendere per procurarsi le eccellenze italiane”, afferma con forza durante il suo intervento una giovane coppia che lavora e lotta duramente per avviare la sua piccola azienda agricola.

    Vogliamo uscire dalla schiavitù della politica al servizio delle lobby agroindustriali che affamano i piccoli produttori in Europa, e altrove, sfruttano i lavoratori e inquinano; dalla schiavitù che ci impone la burocrazia pubblica e privata che allontana i cittadini e i produttori dalla possibilità di poter prendere le decisioni sulla loro salute e sul destino dei soldi pubblici; dalla schiavitù imposta da una classe dirigente incapace di fermare la corsa autodistruttiva dell’agricoltura e della società Europa.

    Per questo, questa Assemblea di uomini e donne liberi, di contadini e contadine che lottano e resistono per la sopravvivenza dell’agricoltura contadina e per la disponibilità di cibo sano, nutriente ed accessibile, chiede a tutte le persone che hanno a cuore il destino della agricoltura italiana ed europea, della sovranità alimentare in questo continente e nel mondo di venire con noi a Roma il 25 marzo per dire un forte

    NO all’agricoltura industriale e, al tempo stesso, proporre un forte SÌ per un cambiamento radicale in senso agroecologico dell’agricoltura italiana.

    TERRA, LAVORO, SALUTE E DIGNITÀ

    Colà di Lazise, 01 02 2017

    info@assorurale.it www.assorurale.it + 39 347 156 46 05

    1 Il 91% degli europei ritiene importante sostenere le aziende agricole fragili che si trovano ad affrontare condizioni climatiche, sanitarie o economiche difficili; quasi uno su due (48%) definisce tale principio “molto importante”. (http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-227_it.htm)

    2 http://wordpress.assorurale.it/europa-marzo-1957-2017-un-cibo-sano-e-di-qualita-un-lavoro-degno-una-politica-agricola-giusta-e-sostenibile-in-una-europa-dei-popoli-e-della-solidarieta-terra-lavoro/

  • CS ARI Assosementi, ICQRF e contadini 26072016

    COMUNICATO STAMPA 26 luglio 2016

    ASSOSEMENTI ed i diritti dei contadini

    È stato recentemente pubblicata la notizia di un accordo tra Assosementi e l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) (vai al pdf)

    In questo accordo si legge: “ … Sul versante delle specie agrarie, ad esempio, la vendita o lo scambio di granella non certificata uso seme, oltre a costituire violazione della normativa sementiera, …” e, ancora, “…Nel settore sementiero orticolo, invece, è crescente il diffondersi di pratiche illegali quali la riproduzione vegetativa a mezzo talea o stubs …”.

    Noi contadini, consapevoli dell’enorme ricchezza di biodiversità che ci è stata trasmessa dalle generazioni di contadini che ci hanno preceduto nei passati millenni, con sapiente opera di selezione, scelta di sementi adatte ad ogni particolare ambiente e scambio di sementi fra coltivatori, affermiamo la nostra ferma volontà di continuare con coscienza, senso di responsabilità, impegno questa opera di creazione di diversità biologica adatta ai vari ambienti e fondamentale nel mantenere in vita le nostre aziende.

    Riguardo la notizia sopra riportata, osserviamo che:

    1 – ASSOSEMENTI ha proposto un accordo ad una istituzione pubblica sulla base di un presupposto giuridicamente inesistente: nessuna legge italiana vieta la risemina di varietà certificate, quindi non esiste il presupposto della falsificazione per la granella scambiata tra contadini.

    2 – la legislazione sementiera italiana protegge  le industrie sementiere nella commercializzazione di sementi certificate e cartellinate  con una serie di disposizioni che le industrie sementiere debbono rispettare, molte di queste disposizioni però per volere delle industrie stesse sono sottoposte solo all’autocertificazione, quindi le imprese sementiere, ad esempio, guardino in casa loro chi, acquistando sementi non imballate sul mercato mondiale, cartellina in Italia in modo forse fraudolento e mette in commercio sementi certificate di dubbia origine. E’ un loro problema.

    3. L’Italia, come la UE, ha ratificato e poi legiferato per l’applicazione del Trattato internazionale delle risorse genetiche per l’agricoltura e l’alimentazione dove gli articoli 6 e 9 riconoscono il diritto degli agricoltori di scambiare e vendere, oltre che seminare e riseminare, le proprie sementi “…e altro materiale di moltiplicazione“.

    In conclusione, NON siamo NOI contadini ad avere pratiche illegali. Chiediamo che il Ministro Martina chiarisca la fonte giuridica, il senso e la portata di tale accordo oltre ad imporre anche ad ASSOSEMENTI il rispetto della legislazione nazionale e dei trattati internazionali che proteggono il diritto degli agricoltori.

    Ricordiamo che nessuno può entrare nei nostri campi senza un mandato – tantomeno un’impresa sementiera – ne indagare sulla natura della granella che vendiamo ad altri contadini.

    Ci sentiamo liberi di utilizzare – e continuare ad utilizzare – le sementi che produciamo per la semina e ri-semina nei campi che lavoriamo e di scambiare queste sementi da noi prodotte con altri contadini.

  • ESISTE un numero imprecisato di persone che praticano un’agricoltura di piccola scala, dimensionata sul lavoro contadino e sull’economia familiare, orientata all’autoconsumo e alla vendita diretta; un’agricoltura di basso o nessun impatto ambientale, fondata su una scelta di vita legata a valori di benessere o ecologia o giustizia o solidarietà più che a fini di arricchimento e profitto; un’agricoltura quasi invisibile per i grandi numeri dell’economia, ma irrinunciabile per mantenere fertile e curata la terra (soprattutto in collina, montagna e nelle zone economicamente svantaggiate e marginali), per conservare ricca la diversità di paesaggi, piante e animali, per mantenere vivi i saperi, le tecniche, i prodotti locali e popolate le campagne e la montagna . ”   (2009, premessa della petizione)

    La Campagna per l’agricoltura contadina è promossa da una rete di associazioni e contadini che si arricchisce giorno dopo giorno di nuove adesioni

    Per questa agricoltura; che rischia di scomparire sotto il peso delle documentazioni imposte per lavorare, nonchè di regole tributarie, sanitarie e igieniche gravose, del tutto inadeguate e slegate dal mondo contadino.

    Per ottenere che la realtà contadina sia riconosciuta; e i contadini e le contadine  siano  qualificati per la loro figura sociale inestirpabile dal territorio; affinchè questo bene comune sia ben distinto dalle norme pensate per un’agricoltura imprenditoriale e industriale.

    Per ottenere la rimozione degli impedimenti burocratici e dei pesi fiscali che ostacolano il lavoro dei contadini e minacciano la loro stessa permanenza sulla Madre Terra.http://agricolturacontadina.org/

  • Lettera Aperta_Latte in Polvere031115_definitivo

  • cascine in città totale

    Invito ad evento “Cascine in città”CASCINE IN CITTA’ programma della giornata

    10,00 inizio dell’evento Cascine in Città

    10,30 Inizio costruzione di orto con la terra della Val di Susa
    Inizia gioco di ruolo sulla Politica Agricola Comune

    11,00 Musica di Strada con Daniele “Contador” Contardo

    11,30 – 12,30 Mini dimostrazione di cucina popolare e contadina

    12,30 Visita guidata dei banchi

    14,00 Teatro canzone sulle Api di e con Simona Ugolotti “La Cantadina”

    15,00 – 16.30 tavola rotonda su PAC e OGM con Luca Ferrero, Fabrizio Garbarino e Stefania di Campli
    Laboratorio per grandi e piccini sul mondo delle API e del Miele con Irene Ramos

    17,00 Musica di Strada con Daniele “Contador” Contardo

    17.30 fine della costruzione dell’ orto
    fine gioco di ruolo sulla Politica Agricola Comune

    18,00 fine dell’evento
    E’ una iniziativa portata avanti da una rete di associazioni contadine e culturali. Una iniziativa “infopac” volta ad informare e sensibilizzare i cittadini – consumatori e i contadini stessi sulle PAC (Politiche agricole comunitarie). Questione di una certa rilevanza poiché la politica agricola comune impegna circa il 34% del Bilancio dell’Unione Europea.
    Infopac è un progetto europeo che vede protagoniste realtà quali ARI (Associazione Rurale Italiana, membro del coordinamento europeo de “La Via Campesina), Confederation Paysanne, Confederazione Agricoltori Portoghesi, A.S.C.I., l’ong M.A.I.S., e tante altre associazioni di Italia, Francia, Spagna, Portogallo.
    Il progetto si propone di informare e formare, all’interno di un percorso che prevede anche Festival di audiovisivi (Festival Flores di MAIS ad aprile), Seminari e Corsi universitari (ad es. Agraria di Torino ad aprile), educazione alle sementi, alla distribuzione della terra, alle politiche commerciali ed altro ancora.

    L’evento si svolgerà il 12 Aprile a Torino, in p.za Solferino, e prevede momenti di intrattenimento (anche ludici), laboratori dedicati alla conoscenza e alla produzione di cibo (panificazione, miele…), seminari sulla stagionalità, sulla agrobiologia, e su tematiche più contingenti quali TTIP, i brevetti, la questione Ogm.

    Il programma di “Cascine in città” e gli obbiettivi che il nostro evento si propone, all’interno del progetto europeo, ci consentono di rivolgere un caloroso invito a tanti amici e tante associazioni (anche di non addetti ai lavori) e agli amministratori.

    Responsabile comunicazione : Fulvio Roattino, Cooperativa giornalisti Mandragola, fulvioroattino@live.it, tel 338.2414330.

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    Comincia con questo numero 00 il Bollettino della RSR, strumento interno di comunicazione della Rete, con uscita bimestrale. La struttura del Bollettino prevede che le notizie siano suddivise per tipologia, con i primi due argomenti che cambiano ogni volta secondo le notizie da porre in evidenza e alcune rubriche fisse (corrispondenti ai numeri 3, 4, 5 e 6).

    Scriveteci per suggerimenti o dirci cosa ne pensate…

    Scarica il bollettino

  • Partecipazione al Progetto di cooperazione internazionale EuropAfrica Terre Contadine

  • Partecipazione alla Rete Nazionale dell’Economia Solidale – RES

  • Partecipazione al FARI (Federazione Associazioni Rurali Italiane)

  • Partecipazione al Comitato Italiano per la Sovranità alimentare

  • Partecipazione all’IPC (Comitato Internazionale di Pianificazione per la Sovranità alimentare)

  • Partecipazione alla FIMARC (Federazione internazionale movimenti agricoli e rurali cristiani)

  • Partecipazione ai lavori del Coordinamento Europeo de La Via Campesina

Piemonte
  • Costruzione delle filiere locali e sviluppo della coesione con i consumatori

  • Organizzazione ed animazione in estate delle Feste Contadine come punti d’incontro delle persone che vivono nel mondo rurale

  • Progetti di educazione e sensibilizzazione allo sviluppo sostenibile in agricoltura

  • Sviluppo e sperimentazione di forme di solidarietà tra i contadini (es. per gli arnesi di lavoro)

Veneto
  • Organizzazione di vari seminari collegati al progetto internazionale EuropAfrica – Terre Contadine

  • Seminario sulla Sovranità alimentare a Padova e uno all’interno del Distretto di Economia Solidale di Verona

  • Presenza alla annuale festa della Associazione Naturalmente Verona

  • Opposizione con varie entità locali ad un progetto tendente a cementificare una vasta zona agricola del basso Veronese