Comunicato stampa Bruxelles, 21 marzo 2013
Riforma PAC 2014-2020: un’occasione persa per orientare la PAC verso il lavoro

 

La posizione del Consiglio Agricolo UE chiuso il 19 marzo annienta le magre speranze dei contadini europei per una Pac più giusta e più sostenibile.

I governanti dell’UE sono ciechi e se ne ridono dei problemi con i quali si confronta la gran maggioranza delle contadine e dei contadini europei e delle piccole e medie aziende che spariscono.

I dibattiti preparatori del 2010-11 avevano mostrato l’ampiezza delle sfide da affrontare, ma dopo una proposta della Commissione ancora legata alla deregolamentazione dei mercati e con alcuni timidissimi passi sugli aspetti sociali ed ambientali, sulla tavola del negoziato non rimane altro che deregolamentazione, greenwashing e rinazionalizzazione.

Il Consiglio rende facoltativa anche la pur minima limitazione ai pagamenti diretti: come giustificare ai contribuenti che essi continuano a versare 80% di questi pagamenti alle maggiori aziende?

Per molti prodotti, i contadini percepiscono, con la PAC attuale, prezzi inferiori ai costi di produzione. Dei pagamenti diretti sono quindi indispensabili alla loro sopravvivenza. Per favorire i produttori ed i prodotti che ne hanno bisogno, questi pagamenti dovrebbero essere legati al prezzo ed alla produzione. Ma il disaccoppiamento attuale fra pagamento diretto e produzione non lo permette. (visualizza e leggi tutto)