Comunicato stampa Bruxelles,-25 settembre 2013
FINE DELLE QUOTE LATTE: necessità di regolazioni efficaci

Il dibattito aperto il 24-9 dalla Conferenza “Il settore lattiero dell’UE: evoluzione dopo il 2015” ha dimostrato che l’Unione Europea deve attrezzarsi per evitare le future crisi, gli attuali meccanismi non bastano e occorrono nuovi strumenti per regolare la produzione e il mercato.

La Commissione europea ha invitato alcuni esperti a valutare le conseguenze dell’abolizione del regime delle quote dopo il 2015 ed è emerso che l’attuazione delle misure del Pacchetto Latte, inserito nella nuova PAC 2015-2020, avrà conseguenze forti sul settore lattiero europeo.

La produzione di latte andrà a concentrarsi in poche zone nel Nord ed Est Europa, caleranno di molto le aziende soprattutto in montagna e nelle zone svantaggiate dove l’economia si regge sulla presenza dell’allevamento da latte. Le simulazioni mostrano un aumento di produzione in alcuni Paesi, sostenuta dall’esportazione, mentre si ha una diminuzione nella maggior parte dei Paesi europei.

Di conseguenza, la produzione diventerà ancor più intensiva nelle zone dove si ha la maggiore produzione provocando un eccesso di sostanza organica con inquinamento di suoli e acque e l’aumento dei rischi sanitari. La crescita delle dimensioni aziendali si accompagnerà al maggior peso dell’indebitamento e della vulnerabilità dell’impresa a causa della accresciuta volatilità dei prezzi.

Nel nuovo contesto si potranno presentare delle situazioni drammatiche per gli allevatori e per intere regioni se non vengono impostati degli adeguati strumenti di intervento. La posizione della Commissione europea, che ha aperto la Conferenza, potrebbe rivelarsi un pragmatismo complice con la fine di migliaia di aziende se si tiene conto che dal 2007 al 2010 è scomparso un terzo delle aziende! (scarica l’intero doc)

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