COMUNICATO STAMPA
ECVC
European Coordination Via Campesina

L’avvocato generale Bobek fa lo struzzo sui nuovi OGM

La democrazia a Bruxelles fonde come neve al sole: la Commissione Europea fa precchie da
mercante di fronte alle contadine e ai contadini che, da 16 diversi paesi, si sono mobilitati per
protestare contro i nuovi OGM.
***
Bruxelles, 18 gennaio 2018 –

Contadine e contadini di 16 paesi differenti, appoggiati da
organizzazioni alleate (IFOAM, FIAN, CEO, TNI, FOEE) hanno sfilato a Bruxelles per protestare
contro il lassismo dell’UE riguardo ai nuovi OGM. Secondo l’opinione dell’avvocato generale resa
pubblica oggi, un gran numero di organismi ottenuti per mutagenesi saranno esentati dagli
obblighi della direttiva sugli OGM. Al contrario, egli considera che sia superfluo attualizzare la
legislazione, una posizione che esprime indifferenza riguardo alla commercializzazione di questi
nuovi OGM – ritenendo che si tratti di prodotti “convenzionali” – sul mercato europeo.
“Noi contadine e contadini europei ne abbiamo abbastanza dell’atteggiamento delle istituzioni
europee coinvolte in questo processo. I nostri campi non sono dei parchi giochi per le industrie
biotecnologiche e le nostre sementi non devono in alcun modo essere contaminate da questi nuovi
OGM. Se non verranno regolamentati, l’UE violerà degli impegni presi a livello internazionale come
il Protocollo di Cartagena. L’interpretazione dell’avvocato generale non risponde alle domande che
gli erano state poste. La Corte di giustizia dell’UE e la Commissione europea dovranno correggere il
tiro”, osserva Ramona Duminicioiu, rappresentante contadina rumena.
Una delegazione paneuropea di contadine e contadini ha manifestato per le strade del quartiere
europeo per esortare la Commissione a regolamentare tutti gli OGM e i brevetti sleali. È a questo
scopo che i delegati hanno cercato, invano, di consegnare agli uffici della Commissione un dossier
comprendente dei documenti sui nuovi OGM e sui diritti contadini*.

L’azione di ieri non è che un esempio di una lotta più ampia portata avanti per la salvaguardia
delle comunità rurali europee e del mondo intero**, le loro pratiche agroecologiche e per
rivendicare la sovranità alimentare dei popoli. Tuttavia la battaglia è dominata dalle industrie
biotech, che portano avanti una campagna sfrenata verso l’UE per poter commercializzare i loro
nuovi OGM senza valutazioni preliminari né etichette.

Piegandosi agli interessi del settore privato l’UE sarà non solamente incapace di rispondere alle
sfide alle quali l’Europa e il mondo intero sono chiamati sul piano ambientale, sociale ed
economico, ma continuerà a minare il progetto stesso di unità europea.

Per ulteriori informazioni contattare:
• Antonio Onorati (Comité de Coordination ECVC): +39 3408 2194 56 – IT, ES, FR, EN
• Ramona Duminicioiu (Comité de CoordinationECVC) : +40 746 337 022 EN, FR, RO
• Guy Kastler (Confédération Paysanne) : +33 6 03 94 57 21 FR

Note agli editori:

*I documenti che avrebbero dovuto essere consegnati agli uffici delle DG della Commissione erano
i seguenti: una lettera aperta che sottolineava i pericoli dei nuovi OGM e dei brevetti per le
comunità rurali e per i consumatori europei; un documento di posizione di ECVC sulle sementi; il
rapporto di La Via Campesina sulle più gravi violazioni dei diritti contadini e sull’importanza della
dichiarazione dei diritti dei contadini. Questi sono stati rifiutati dalle tre principali DG responsabili
della questione degli OGM: DG Santé, DG GROW e DG AGRI.

**La regolamentazione dei nuovi Ogm è direttamente legata ai diritti dei contadini di conservare,
utilizzare, scambiare e vendere le sementi aziendali, dunque il suo rispetto è indispensabile per il
loro esistenza e sopravvivenza. Per questo ECVC esorta le autorità europee a sostenere
pienamente il processo in corso in seno alle Nazioni Unite per la Dichiarazione dei diritti dei
contadini. È per questa ragione che i manifestanti si sono fermati davanti agli uffici del Servizio
europeo per gli affari esteri. Al momento, ad eccezione del Portogallo, gli Stati membri dell’UE che
supervisionano questa dichiarazione ne hanno ostacolato la prosecuzione.


COMUNICATO STAMPA
ECVC
European Coordination Via Campesina

L’avvocato generale Bobek fa lo struzzo sui nuovi OGM

La democrazia a Bruxelles fonde come neve al sole: la Commissione Europea fa precchie da
mercante di fronte alle contadine e ai contadini che, da 16 diversi paesi, si sono mobilitati per
protestare contro i nuovi OGM.
***
Bruxelles, 18 gennaio 2018 –

Contadine e contadini di 16 paesi differenti, appoggiati da
organizzazioni alleate (IFOAM, FIAN, CEO, TNI, FOEE) hanno sfilato a Bruxelles per protestare
contro il lassismo dell’UE riguardo ai nuovi OGM. Secondo l’opinione dell’avvocato generale resa
pubblica oggi, un gran numero di organismi ottenuti per mutagenesi saranno esentati dagli
obblighi della direttiva sugli OGM. Al contrario, egli considera che sia superfluo attualizzare la
legislazione, una posizione che esprime indifferenza riguardo alla commercializzazione di questi
nuovi OGM – ritenendo che si tratti di prodotti “convenzionali” – sul mercato europeo.
“Noi contadine e contadini europei ne abbiamo abbastanza dell’atteggiamento delle istituzioni
europee coinvolte in questo processo. I nostri campi non sono dei parchi giochi per le industrie
biotecnologiche e le nostre sementi non devono in alcun modo essere contaminate da questi nuovi
OGM. Se non verranno regolamentati, l’UE violerà degli impegni presi a livello internazionale come
il Protocollo di Cartagena. L’interpretazione dell’avvocato generale non risponde alle domande che
gli erano state poste. La Corte di giustizia dell’UE e la Commissione europea dovranno correggere il
tiro”, osserva Ramona Duminicioiu, rappresentante contadina rumena.
Una delegazione paneuropea di contadine e contadini ha manifestato per le strade del quartiere
europeo per esortare la Commissione a regolamentare tutti gli OGM e i brevetti sleali. È a questo
scopo che i delegati hanno cercato, invano, di consegnare agli uffici della Commissione un dossier
comprendente dei documenti sui nuovi OGM e sui diritti contadini*.

L’azione di ieri non è che un esempio di una lotta più ampia portata avanti per la salvaguardia
delle comunità rurali europee e del mondo intero**, le loro pratiche agroecologiche e per
rivendicare la sovranità alimentare dei popoli. Tuttavia la battaglia è dominata dalle industrie
biotech, che portano avanti una campagna sfrenata verso l’UE per poter commercializzare i loro
nuovi OGM senza valutazioni preliminari né etichette.

Piegandosi agli interessi del settore privato l’UE sarà non solamente incapace di rispondere alle
sfide alle quali l’Europa e il mondo intero sono chiamati sul piano ambientale, sociale ed
economico, ma continuerà a minare il progetto stesso di unità europea.

Per ulteriori informazioni contattare:
• Antonio Onorati (Comité de Coordination ECVC): +39 3408 2194 56 – IT, ES, FR, EN
• Ramona Duminicioiu (Comité de CoordinationECVC) : +40 746 337 022 EN, FR, RO
• Guy Kastler (Confédération Paysanne) : +33 6 03 94 57 21 FR

Note agli editori:

*I documenti che avrebbero dovuto essere consegnati agli uffici delle DG della Commissione erano
i seguenti: una lettera aperta che sottolineava i pericoli dei nuovi OGM e dei brevetti per le
comunità rurali e per i consumatori europei; un documento di posizione di ECVC sulle sementi; il
rapporto di La Via Campesina sulle più gravi violazioni dei diritti contadini e sull’importanza della
dichiarazione dei diritti dei contadini. Questi sono stati rifiutati dalle tre principali DG responsabili
della questione degli OGM: DG Santé, DG GROW e DG AGRI.

**La regolamentazione dei nuovi Ogm è direttamente legata ai diritti dei contadini di conservare,
utilizzare, scambiare e vendere le sementi aziendali, dunque il suo rispetto è indispensabile per il
loro esistenza e sopravvivenza. Per questo ECVC esorta le autorità europee a sostenere
pienamente il processo in corso in seno alle Nazioni Unite per la Dichiarazione dei diritti dei
contadini. È per questa ragione che i manifestanti si sono fermati davanti agli uffici del Servizio
europeo per gli affari esteri. Al momento, ad eccezione del Portogallo, gli Stati membri dell’UE che
supervisionano questa dichiarazione ne hanno ostacolato la prosecuzione.