Comunicato Stampa: Lazise, non è un paese per Api.

Il Lago di Garda è conosciuto come “la riviera degli ulivi”, circondato dalle catene montuose delle prealpi che conferiscono un clima mite con un clima mediterraneo. Lazise (sul Garda) oltre ad essere una zona particolarmente vocata alla coltivazione dell’ulivo è anche “Città del Miele”, e da molti anni nel mese di settembre si svolge la “Fiera Nazionale i giorni del Miele”.

La città si è candidata ad “Apimondia”, la Federazione internazionale di associazioni che promuovono lo sviluppo apistico scientifico, ecologico, sociale ed economico in tutti i paesi del mondo. Dietro a tutte queste belle parole ed iniziative bisogna però puntare di nuovo l’attenzione sui biocidi e prodotti fitosanitari usati negli ambienti naturali (agricoltura e/o giardinaggio).

In questi giorni, ad esempio, ci si può imbattere facilmente in agricoltori che, per combattere la mosca dell’olivo, trattano le loro piante con un prodotto a base di Imidacloprid, una sostanza attiva persistente considerata un insetticida sistemico (assorbito dalla pianta) a largo spettro (attivo su diverse specie d’insetti), compreso nella classe dei Neonicotinoidi, molto tossici per le Api e gli insetti pronubi.

Questo prodotto è ammesso ma si vorrebbe stimolare gli utilizzatori all’opportuno uso di queste sostanze dal momento che le condizioni climatiche che stiamo vivendo, di per sé, non favoriscono la diffusione della mosca olearia.

Si ricorda che dal 1 gennaio 2014 gli utilizzatori professionali sono tenuti ad applicare i principi di Difesa Integrata Obbligatori che, come da D.L.150/2012, “ prevedono la considerazione di tutti i metodi di protezione fitosanitari disponibili”, “..La Difesa Integrata Obbligatoria prevede l’applicazione di tecniche di prevenzione e di monitoraggio delle infestazioni e infezioni” al fine di utilizzare prodotti chimici solo nei casi effettivamente necessari cioè al superamento di soglie di danno, per garantire la salute dell’uomo e dell’ambiente.

E’ il momento che gli agricoltori facciano un salto di qualità e di professionalità in modo da ridurre la dipendenza dai prodotti fitosanitari liberandosi dai trattamenti a calendario, che sollevano dalle responsabilità, ma che non considerano le conseguenze nell’uso scriteriato di queste sostanze su api, bombi ed altri insetti pronubi che svolgono un’importante lavoro di impollinazione.

Sicuramente non sono sufficienti continue norme ed ordinanze se chi utilizza i prodotti fitosanitari non viene sensibilizzato sulle conseguenze per la salute umana e per l’ambiente. Il comune di Lazise con l’ordinanza n°43 del 13/5/2016 in “difesa delle api ed insetti pronubi” ordina: “il divieto di effettuare trattamenti erbicidi e fitosanitari, con principi attivi tossici per le api e comunque per gli insetti pronubi, alle colture agrarie, legnose, erbacee e foraggere quando le stesse siano in fioritura, dalla apertura alla caduta dei petali. Nel caso di fioritura delle sole
piante erbacee sottostanti a vigneti e frutteti, i trattamenti sono ammessi previo lo sfalcio di tali erbe e relativo asporto totale della massa, o, dopo che i fiori di tali erbe sfalciate si presentino completamente essiccati, in modo da non attirare insetti pronubi”.

E’ lontano il periodo di fioritura di quasi tutte le piante arboree ma di fiori nei campi se ne trovano ancora tanti. In pratica c’è il paradosso che la “Città del miele” ordina di eliminare i fiori nelle campagne per consentire di trattare liberamente con ogni prodotto fitosanitario al fine di non incorrere in sanzioni amministrative. Le varie attività agricole da reddito del territorio dovrebbero lavorare in un’ottica di sinergia per la tutela di tutti.

Buona pratica sarebbe, ad esempio, rispettare gli orari dei trattamenti in frutticoltura prima dell’alba o dopo il tramonto quando gli insetti pronubi non sono a bottinare il polline. Si avrebbe un beneficio anche economico per l’agricoltore.

Fatto in queste fasce di tempo ottimizzerebbe l’efficacia del trattamento che, invece, andrebbe a ridursi se eseguito alle alte temperature del pieno giorno.

Dal piccolo giardino al campo agricolo tutti siamo chiamati alla responsabilità delle nostre azioni.

Importante sarà la collaborazione e il trasferimento delle conoscenze ed esperienze in modo da diffondere il più possibile una mentalità ecologica isolando, purtroppo, coloro che non saranno in grado di stare al passo con le necessità attuali.

Perché non fare di questa importante “Fiera Nazionale i giorni del Miele” un’occasione di formazione e sensibilizzazione per il rispetto delle api che ci donano il miele, di tutti gli altri insetti pronubi e di noi umani?