Nuovi OGM: ECVC denuncia le bugie diffuse dalle industrie sementiere

Bruxelles, 29 marzo 2017

Mozione adottata dall’Assemblea Generale del Coordinamento Europeo de La Via Campesina (ECVC), riunitasi a Roma il 23 e 24 marzo.

Le industrie sementiere stanno cercando di diffondere notizie positive sui cosiddetti “nuovi OGM”. I loro obbiettivi principali sono due:

  • Rendere indisponibili tutte le informazioni riguardo la presenza di OGM ai contadini e ai consumatori, in modo da obbligarli a coltivarli, crescerli e mangiarli contro la loro volontà.
  • Legalizzare la biopirateria attraverso il brevetto di questi OGM nascosti, i quali potrebbero coprire anche le varietà di animali e sementi selezionati dai contadini tradizionalmente.

L’industria sta diffondendo la notizia che questi animali e queste sementi create attraverso le “nuove tecniche di miglioramento varietale”, chiamate New Breeding Techniques (o NBTs), non sono OGM. Loro stanno creando confusione, cercando di intrufolarsi nelle debolezze del regolamento europeo, il quale, all’epoca in cui venne scritto nel 1990, non era capace di considerare tecniche che ancora non esistevano.

Per raggiungere questo scopo, l’industria si aggrappa all’eccezione che escluderebbe la mutagenesi (una delle nuove tecniche OGM) dall’applicazione del regolamento europeo. Dal 1990, questa eccezione è applicata agli OGM non brevettabili derivanti dalla mutagenesi chimica o dalle radiazioni di piante intere o sementi. Ma in seguito alla ratifica del Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza[1] nel 2003, il regolamento non dovrebbe più essere applicato agli OGM brevettati derivanti da mutagenesi o altre New Breeding Techniques, che siano in vitro, in laboratorio, o su cellule di piante o animali.

La Commissione Europea ha formato un comitato di esperti che, sotto controversie “scientifiche” incomprensibili, hanno il ruolo di soffocare il dibattito legale sui diritti dei contadini e dei consumatori a rifiutare gli OGM. La Commissione Europea userà le conclusioni di questo comitato per organizzare un dibattito pubblico sui “nuovi” OGM nel 2017.

Mentre il Protocollo di Cartagena e il Codex Alimentarius dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) definiscono i prodotti che derivano dalle New Breeding Techniques come OGM, la Commissione Europea sta cercando di creare l’illusione di un’approvazione pubblica per superarli.

L’Assemblea Generale di ECVC, riunitasi a Roma il 23 e il 24 marzo 2017, ha quindi deciso di prendere posizione contro queste bugie delle industrie, e a favore invece della stretta applicazione del regolamento OGM a tutte le piante, gli animali e i micro-organismi prodotti dalle modificazioni genetiche in vitro.

[1] Il Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza è un protocollo della Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD), che ha come obiettivo la protezione della biodiversità dai rischi derivanti dal trasferimento, dalla manipolazione e dall’uso degli organismi geneticamente modificati ottenuti dalle moderne tecniche di biotecnologia.

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Nuovi OGM: ECVC denuncia le bugie diffuse dalle industrie sementiere

Bruxelles, 29 marzo 2017

Mozione adottata dall’Assemblea Generale del Coordinamento Europeo de La Via Campesina (ECVC), riunitasi a Roma il 23 e 24 marzo.

Le industrie sementiere stanno cercando di diffondere notizie positive sui cosiddetti “nuovi OGM”. I loro obbiettivi principali sono due:

  • Rendere indisponibili tutte le informazioni riguardo la presenza di OGM ai contadini e ai consumatori, in modo da obbligarli a coltivarli, crescerli e mangiarli contro la loro volontà.
  • Legalizzare la biopirateria attraverso il brevetto di questi OGM nascosti, i quali potrebbero coprire anche le varietà di animali e sementi selezionati dai contadini tradizionalmente.

L’industria sta diffondendo la notizia che questi animali e queste sementi create attraverso le “nuove tecniche di miglioramento varietale”, chiamate New Breeding Techniques (o NBTs), non sono OGM. Loro stanno creando confusione, cercando di intrufolarsi nelle debolezze del regolamento europeo, il quale, all’epoca in cui venne scritto nel 1990, non era capace di considerare tecniche che ancora non esistevano.

Per raggiungere questo scopo, l’industria si aggrappa all’eccezione che escluderebbe la mutagenesi (una delle nuove tecniche OGM) dall’applicazione del regolamento europeo. Dal 1990, questa eccezione è applicata agli OGM non brevettabili derivanti dalla mutagenesi chimica o dalle radiazioni di piante intere o sementi. Ma in seguito alla ratifica del Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza[1] nel 2003, il regolamento non dovrebbe più essere applicato agli OGM brevettati derivanti da mutagenesi o altre New Breeding Techniques, che siano in vitro, in laboratorio, o su cellule di piante o animali.

La Commissione Europea ha formato un comitato di esperti che, sotto controversie “scientifiche” incomprensibili, hanno il ruolo di soffocare il dibattito legale sui diritti dei contadini e dei consumatori a rifiutare gli OGM. La Commissione Europea userà le conclusioni di questo comitato per organizzare un dibattito pubblico sui “nuovi” OGM nel 2017.

Mentre il Protocollo di Cartagena e il Codex Alimentarius dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) definiscono i prodotti che derivano dalle New Breeding Techniques come OGM, la Commissione Europea sta cercando di creare l’illusione di un’approvazione pubblica per superarli.

L’Assemblea Generale di ECVC, riunitasi a Roma il 23 e il 24 marzo 2017, ha quindi deciso di prendere posizione contro queste bugie delle industrie, e a favore invece della stretta applicazione del regolamento OGM a tutte le piante, gli animali e i micro-organismi prodotti dalle modificazioni genetiche in vitro.

[1] Il Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza è un protocollo della Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD), che ha come obiettivo la protezione della biodiversità dai rischi derivanti dal trasferimento, dalla manipolazione e dall’uso degli organismi geneticamente modificati ottenuti dalle moderne tecniche di biotecnologia.

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